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LO SCRITTORE AURELIO PICCA RACCONTA TOR DI VALLE - IL TEATRO PALLADIUM RIVIVE L'ATMOSFERA E L'EMOZIONE DELLE CORSE A TOR DI VALLE
inviato da: IPPODROMI & CITTA' S.P.A. in data: 26/01/2006 14.09.10
“La città fuori le mura. Esplorazioni urbane con gli scrittori de la Repubblica” (II edizione) è il secondo appuntamento in programma al Teatro Palladium Università Roma Tre che si è svolto domenica 15 gennaio alle ore 17. Reduci dal successo ottenuto tra le pagine del quotidiano – da anni la testata ospita documenti-racconti di diversi scrittori di stanza a Roma – Marco Lodoli, Melania Mazzucco, Ugo Ricciarelli, Aurelio Picca, Francesco Piccolo, Elena Stancanelli e molti altri, si sono avvicendati sul palco del Palladium per una “session” corale che ha svelato segreti e sfaterà leggende su alcuni tra i più interessanti quartieri della Capitale. Accompagnati dalle elaborazioni sonore e visive di un vj, gli autori attraverso fotogrammi e versi hanno solcato vicoli e marciapiedi, costeggiato antiche mura e moderni caseggiati, respirato l’aria satura ed inebriante dei luoghi che hanno solleticato la loro immaginazione, nel tentativo di creare una personale mappa dell’anima e del pensiero.Lo scrittore Aurelio Picca, definito da Giorgio Montefoschi “il migliore scrittore della sua generazione” ha presentato alla platea il suo racconto dal titolo “Tor di Valle”, un racconto già inserito nel libro “La città fuori le mura – Roma come non l’avete mai vista” pubblicato nella collana “La Biblioteca di Repubblica” a cura di Giuseppe Cerasa (pagg. 415), che racchiude cento quartieri, cento quadri d’autore, il puzzle di una città ancora da scoprire e da amare.Pubblichiamo l’intervista all’autore ed uno stralcio del racconto.- Come nasce l’idea di scrivere un racconto sull’Ippodromo di Tor di Valle?“Non sono un frequentatore di ippodromi, anche se il mio ultimo romanzo è un racconto noir che tratta il tema dei giocatori – tra i vari personaggi c’è anche un giocatore di cavalli – ma ho spesso trattato l’argomento, in famiglia ho avuto parenti che amavano il gioco e potrei dire, dunque, che il gioco è nel mio DNA. Amo gli ippodromi con il loro mondo, le loro regole, rappresentano per me una città dentro la città. Conoscevo molto bene quello di Taranto ed allora un giorno mi sono chiesto perché non conoscere anche quello di Roma? Quindi sono andato a Tor di Valle. Mi pare più o meno due anni fa. Lì è nato il mio racconto che riprenderò, ampliandolo, per inserirlo in un libro su Roma di prossima pubblicazione edito da Rizzoli che sarò ben lieto, spero, di presentare proprio all’Ippodromo di Tor di Valle”.- Dunque l’ippodromo come realtà complessa e articolata.“È un mondo dentro un altro mondo. Nell’ippodromo di Tor di Valle si sente parlare la gente con ogni tipo di accento romano, più di venti linguaggi diversi. Il dialetto romano è fatto di molti accenti, molti modi, a seconda della provenienza di coloro che si sono inurbati a Roma, dai monti Tiburtini ai Prenestini, da Fiumicino al Tuscolo, da Bagni di Tivoli al Laurentino, un crogiolo di razze, un mondo a parte per gli idiomi, i volti, i personaggi. E poi ci sono i veri protagonisti: i cavalli, animali splendidi, alati, ipogrifi. L’ippodromo è un luogo che chiunque dovrebbe frequentare, non solo gli amanti del gioco, perché offre la possibilità di ammirare l’animale più bello che esista, con la sua eleganza, il suo passo perfetto, le sue movenze sinuose. E ancora è un luogo dove c’è tutto un gioco di volti, di battute, di interpretazioni. E’ un peccato che l’ippodromo venga citato e ricordato solo per il gioco o per battute che discriminano. In realtà pochi conoscono veramente la sua realtà, una realtà che non dimentichiamo è parte integrante del territorio, di una Roma che mi sembrava giusto ricordare per un dovere letterario, artistico, culturale e architettonico”.- Una realtà in cinemascope, scrive nel suo racconto, mi sembra una definizione interessante.“Si, proprio così, un panorama in cinemascope, un film che dura da un sacco di tempo e si intitola Roma. Mi verrebbe voglia di girarci un film all’Ippodromo di Tor di Valle, per la struttura che presenta, per la visione di insieme sulla città che propone ai suoi visitatori. Da Tor di Valle si può ammirare una Roma assolutamente inedita, una immagine di una modernità archeologica molto particolare che non si può godere da nessun altro punto della città. La visione di un paesaggio che ci viene restituita mentre i cavalli passano al trotto in un’area infinita verde e tranquilla”. - Il suo racconto si conclude con l’elogio del ristorante, “un gran posto”, lo definisce.“Il ristorante dell’ippodromo di Tor di Valle è spettacolare, con i tavoli che danno direttamente sulla pista, suggestivo. Vorrei dire a tutti i romani: invece di andare al solito ristorante in centro, un luogo chiuso che offre pochi e limitati punti di veduta, andate al ristorante dell’ippodromo di Tor di Valle, anche se non giocate. Dalle sue splendide vetrate si gode uno spettacolo unico. Il luogo è già un gioco di per sé: un gioco dello sguardo, della luce, del movimento, del cambiamento. E’ un luogo adatto anche per i bambini che guardano i cavalli mentre passano e conoscono un mondo diverso che fa parte della loro realtà e del loro territorio. E poi Tor di Valle è a due passi da Ostia, altro luogo di Roma meraviglioso, la giornata la si può concludere con una bella passeggiata sul lungomare”.Dal racconto “Tor di Valle” di Aurelio Picca:“All’ippodromo di Tor di Valle i cavalli sono tutto. Ma anche gli scommettitori sono tutto. Anzi, i cavalli cambiano nome a ogni “Premio”, ma rimangono sempre cavalli, mentre i giocatori sono come i tori nell’arena: muoiono a ogni corsa per risorgere a quella successiva. Tor di Valle è una città nella città. Sulla via del Mare, da Roma, si svolta a destra e ci entri, non è come Capannelle dove si corre ma al galoppo e poi c’è tutto il quartiere intorno che è il solito pezzo di città. Qui si corre con le “carrozzelle”, al trotto, e spesso i fantini sono i famosi “gentlemen”, cioè personaggi dello spettacolo, giornalisti, ex calciatori come Albertosi che, per passione e hobby, “si danno all’ippica”…… “Infatti i cavalli fanno una gran figura. Danno vita a un fiume di criniere e carne. E nella corsa mantengono le zampe tese buttando le ginocchia in avanti (è questo il segreto del trotto), in mezzo a un odore di avena”……. “Oggi sembra ci sia poca gente. Ma in certe sere non è così. D’estate poi è una meraviglia. Uno spettacolo. Ci sono tutti. Tutti. E quando si corre il “Derby” con i cavalli di tre anni, uno si mette paura. La piccola città di Tor di Valle, dentro la grande città di Roma, diventa la meglio. E’ accesa. Di luci. Cavalli. E grana. Anche al ristorante non si trova più posto. Ecco, il ristorante di Tor di Valle è veramente un gran posto: mangi bene, da signore, fai le puntate direttamente a tavola, e ti gusti il panorama. Che non è solo quello dei cavalli con la carrozzella. Il panorama è in cinemascope. E’ un film che dura da un sacco di tempo e si intitola: Roma”.La scrittrice Laura Pugno ci ha parlato del progetto: Molti quartieri e zone di Roma per troppo tempo sono stati regno di stereotipi e preconcetti. Solo lande da conquistare. Quando abbiamo pensato, all'inizio del 2001, a questa fortunata serie, volevamo soltanto fare un'operazione giornalistico-narrativa, volevano cioè affidare ad alcuni scrittori il compito di rallentare il tempo, e cogliere fotogrammi di realtà in movimento. Volevamo sapere come si stava trasformando la città fuori le mura. Cos'era diventata, cos'era rimasto di vecchie e superate immagini sbiadite col tempo (...). Dobbiamo confessarlo. L'operazione ci è sfuggita di mano. Dovevano essere pochi appuntamenti settimanali e abbiamo superato le cento puntate. Doveva essere un semplice prodotto giornalistico e invece una selezione di reportage si è trasformata lo scorso inverno in un reading che ha calamitato centinaia di persone per sei ore al Teatro Palladium della Garbatella. Ma soprattutto sono stati ridisegnati i confini di una capitale allargata, dove tutti sanno tutto di Piazza del Popolo, del Colosseo, di Fontana di Trevi, di piazza di Spagna e pochi sanno di Torre Angela, Pietralata, Portonaccio, Tre Fontane, Tor Sapienza, Spinaceto, Serafico, Quadraro, Ottavia, Corviale, Casalotti.
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PROSEGUONO A TOR DI VALLE I CORSI DI MINI TROTTO DELLO YEARLING CLUB
inviato da: IPPODROMI & CITTA' S.P.A. in data: 26/01/2006 14.08.02
Aperta il 19 ottobre del 2002 dallo Yearling Club, la Scuola di Minitrotto all’Ippodromo Tor di Valle di Roma continua a riscuotere notevoli consensi. La prima scuola per bambini tra i 4 e i 16 nata in Italia propone ai giovanissimi allievi lezioni pratiche di trotto, equitazione e volteggio con pony shetland trottatori della Federazione Svedese e pony da equitazione, lezioni teoriche per apprendere le prime nozioni di veterinaria e mascalcia, le tecniche per accudire e maneggiare un pony, le tattiche di corse ed i finimenti per il trotto e per l’equitazione. Il corso è diretto da Jori Turja, l’allenatore di Varenne, e le lezioni di equitazione sono curate da istruttori della Federazione Italiana Sport Equestri. Il corso prevede una preparazione di base con trenta lezioni di teoria, pratica a cavallo, pratica del sulky, volteggio e salto ostacoli, ultimato il quale gli allievi possono specializzarsi nell’equitazione normale, prepararsi per le piccole corse al trotto o continuare entrambe le specialità. All’età di 16 anni i ragazzi potranno prendere la patente UNIRE per allievi guidatori o allievi gentlemen. Ogni sabato pomeriggio la scuola di minitrotto organizza il “battesimo dei pony”, una prima lezione gratuita di contatto con il pony. Proseguono inoltre le visite guidate gratuite al villaggio scuderie per le scuole elementari di Roma.Ippodromo di Tor di Valle – Via del Mare km. 9,300 – 00144 RomaPer informazioni: tel. 06/52476262 – 52476238 – 347/6730393Ufficio Stampa: Giovanna La Vecchia tel. 06/52476238; cell. 338/4832882; e-mail: stampa.tordivalle@ippocity.com Roma, 26 gennaio 2006
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6° TROFEO YEARLING CLUB - RIPRENDONO A TOR DI VALLE LE VISITE GUIDATE GRATUITE PER LE SCUOLE ELEMENTARI DI ROMA
inviato da: IPPODROMI & CITTA' S.P.A in data: 26/01/2006 14.06.50
Mercoledì 18 gennaio riprende l'ormai collaudato programma di visite eco-educative gratuite all'Ippodromo Tor di Valle dedicate agli alunni delle scuole elementari. Il programma, denominato
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IL DIARIO DI TOR DI VALLE - N° 1 DEL 16 GENNAIO 2006 (1/15 gennaio 2006)
inviato da: IPPODROMI & CITTA' S.P.A. in data: 26/01/2006 14.05.56
L’ippodromo Tor di Valle di Roma offre, anche nel nuovo anno, il programma di corse più completo in Italia per la specialità del Trotto, articolato in 167 giornate ippiche, comprendenti alcuni grandi premi nazionali e prove di circuito internazionale, tra cui ricordiamo il Gran Premio Turilli, il Premio Triossi, il Premio Allevatori, il Galà Internazionale del Trotto ed il prestigioso Derby del Trotto. Il villaggio scuderie è tra i più estesi con 800 box, sellerie, mascalcie, ambulatori veterinari, servizi per il personale e per gli operatori. Le strutture di allenamento sono tra le più moderne e funzionali: pista interna da 800 metri, pista dritta da 1.400 metri, tondini di allenamento, 5 giostre per cavalli liberi, solarium e la piscina per cavalli più grande in Europa.L’ippodromo, che sorge su un’area verde di 420.000 mq., è completato da un ristorante panoramico da 1.000 coperti, un parcheggio da 4.000 posti auto, un servizio tavola calda, pizzeria, club house, parco giochi Yearling Club per i più piccoli e una scuola di equitazione e di trotto per bambini affiliata alla FISE. RISULTATI 2005VITTORIE RIPORTATE NELLA STAGIONE 2005 DA DRIVER ROMANI:Nell’annata scorsa i driver romani che hanno ottenuto, nella graduatoria nazionale, i risultati più rilevanti sono:- Giampaolo Minnucci 182 vittorie- Glauco Cicognani 74 vittorie- Romolo Ossani 66 vittorieTra gli allenatori sono emersi:- Yori Turja 181 vittorie- Heikki Korpi 98 vittorieTra le maggiori scuderie nazionali per successi conseguiti emergono le romane “La Nuova Sbarra” con 70 successi, la “Mondial Sport” con 68 e “Ucci-Riccitelli” con 58.Nella categoria gentlemen driver Pier Francesco Mauro ha chiuso il 2005 con 24 vittorie, Claudio Icardi e Sandro Muscolini con 19 vittorie.CLASSIFICHE 1/15 GENNAIO 2006DRIVERGIAMPAOLO MINNUCCI 10 vittoriePAOLO CARTA 5GIORGIO D’ALESSANDRO 5GIUSEPPE RUOCCO 4PISCUOGLIO V. DELL’ANNUNZIATA 3 GENTLEMEN DRIVERSSANDRO MUSCOLINI 2 VITTORIE 4 PIAZZAMENTIPIER FRANCESCO MAURO 1 VITTORIA 3 PIAZZAMENTIISABELLA MANCINI 1 VITTORIA 1 PIAZZAMENTOFABRIZIO MACORI, SAVERIO GALLO, LUIGI DE ANGELIS, VINCENZO GULLIMARCELLO LIMA, LUCA COLOMBINO 1 VITTORIAYEARLING CLUBLo Yearling Club è una iniziativa eco-educativa promossa da Ippodromi & Città per avvicinare i ragazzi al mondo del cavallo sportivo, senza trascurare il divertimento.Ogni bambino che si iscrive (gratuitamente) al Club, sceglie il suo “Cavallo del Cuore” un puledro che inizia la sua prima stagione di corse, ne segue la carriera e partecipa ad un concorso a premi basato sul numero di vittorie conseguite dal cavallo. Nato nel 1994 all’ippodromo Tor di Valle di Roma, lo Yearling Club conta oggi oltre 8000 soci (800 a Tor di Valle) di età inferiore ai 13 anni che partecipano alle attività ludico-sportive quali laboratori creativi, giochi, animazione, spettacoli, passeggiate su pony e alle attività didattiche quali visite eco-educative e mostre sul mondo del cavallo.MINI TROTTO Aperta il 19 ottobre del 2002 dallo Yearling Club, la Scuola di Minitrotto all’Ippodromo Tor di Valle di Roma, con circa 93 iscritti, continua a riscuotere notevoli consensi. La prima scuola per bambini tra i 4 e i 16 nata in Italia propone ai giovanissimi allievi lezioni pratiche di trotto, equitazione e volteggio con pony shetland trottatori della Federazione Svedese e pony da equitazione, lezioni teoriche per apprendere le prime nozioni di veterinaria e mascalcia, le tecniche per accudire e maneggiare un pony, le tattiche di corse ed i finimenti per il trotto e per l’equitazione. Il corso è diretto da Jori Turja, l’allenatore di Varenne, e le lezioni di equitazione sono curate dagli istruttori della Federazione Italiana Sport Equestri, Sabina Findlay e Carlo Cappai. Il corso prevede una preparazione di base con trenta lezioni di teoria, pratica a cavallo, pratica del sulky, volteggio e salto ostacoli, ultimato il quale gli allievi possono specializzarsi nell’equitazione normale, prepararsi per le piccole corse al trotto o continuare entrambe le specialità. All’età di 16 anni i ragazzi potranno prendere la patente UNIRE per allievi guidatori o allievi gentlemen. Ogni sabato pomeriggio la scuola di minitrotto organizza il “battesimo dei pony”, una prima lezione gratuita di contatto con il pony. Proseguono inoltre le visite guidate gratuite al villaggio scuderie per le scuole elementari di Roma.CLASSIFICA 1/15 GENNAIO 2006PONY Billy The KidFindus II After Eight MINI DRIVERSStefano De TommasoFrancesca AngeloneAndrea ChinettiL’ INTERVISTALO SCRITTORE AURELIO PICCA RACCONTA TOR DI VALLE - IL TEATRO PALLADIUM RIVIVE L’ATMOSFERA E L’EMOZIONE DELLE CORSE A TOR DI VALLELo scrittore Aurelio Picca, definito da Giorgio Montefoschi “il migliore scrittore della sua generazione” ha presentato alla platea del Teatro Palladium di Roma domenica 15 gennaio il suo racconto dal titolo “Tor di Valle”, un racconto già inserito nel libro “La città fuori le mura – Roma come non l’avete mai vista” pubblicato nella collana “La Biblioteca di Repubblica” a cura di Giuseppe Cerasa (pagg. 415), che racchiude cento quartieri, cento quadri d’autore, il puzzle di una città ancora da scoprire e da amare.Pubblichiamo l’intervista all’autore ed uno stralcio del racconto “Tor di Valle”.- Come nasce l’idea di scrivere un racconto sull’Ippodromo di Tor di Valle?“Non sono un frequentatore di ippodromi, anche se il mio ultimo romanzo è un racconto noir che tratta il tema dei giocatori – tra i vari personaggi c’è anche un giocatore di cavalli – ma ho spesso trattato l’argomento, in famiglia ho avuto parenti che amavano il gioco e potrei dire, dunque, che il gioco è nel mio DNA. Amo gli ippodromi con il loro mondo, le loro regole, rappresentano per me una città dentro la città. Conoscevo molto bene quello di Taranto ed allora un giorno mi sono chiesto perché non conoscere anche quello di Roma? Quindi sono andato a Tor di Valle. Mi pare più o meno due anni fa. Lì è nato il mio racconto che riprenderò, ampliandolo, per inserirlo in un libro su Roma di prossima pubblicazione edito da Rizzoli che sarò ben lieto, spero, di presentare proprio all’Ippodromo di Tor di Valle”.- Dunque l’ippodromo come realtà complessa e articolata.“È un mondo dentro un altro mondo. Nell’ippodromo di Tor di Valle si sente parlare la gente con ogni tipo di accento romano, più di venti linguaggi diversi. Il dialetto romano è fatto di molti accenti, molti modi, a seconda della provenienza di coloro che si sono inurbati a Roma, dai monti Tiburtini ai Prenestini, da Fiumicino al Tuscolo, da Bagni di Tivoli al Laurentino, un crogiolo di razze, un mondo a parte per gli idiomi, i volti, i personaggi. E poi ci sono i veri protagonisti: i cavalli, animali splendidi, alati, ipogrifi. L’ippodromo è un luogo che chiunque dovrebbe frequentare, non solo gli amanti del gioco, perché offre la possibilità di ammirare l’animale più bello che esista, con la sua eleganza, il suo passo perfetto, le sue movenze sinuose. E ancora è un luogo dove c’è tutto un gioco di volti, di battute, di interpretazioni. E’ un peccato che l’ippodromo venga citato e ricordato solo per il gioco o per battute che discriminano. In realtà pochi conoscono veramente la sua realtà, una realtà che non dimentichiamo è parte integrante del territorio, di una Roma che mi sembrava giusto ricordare per un dovere letterario, artistico, culturale e architettonico”.- Una realtà in cinemascope, scrive nel suo racconto, mi sembra una definizione interessante.“Si, proprio così, un panorama in cinemascope, un film che dura da un sacco di tempo e si intitola Roma. Mi verrebbe voglia di girarci un film all’Ippodromo di Tor di Valle, per la struttura che presenta, per la visione di insieme sulla città che propone ai suoi visitatori. Da Tor di Valle si può ammirare una Roma assolutamente inedita, una immagine di una modernità archeologica molto particolare che non si può godere da nessun altro punto della città. La visione di un paesaggio che ci viene restituita mentre i cavalli passano al trotto in un’area infinita verde e tranquilla”. - Il suo racconto si conclude con l’elogio del ristorante, “un gran posto”, lo definisce.“Il ristorante dell’ippodromo di Tor di Valle è spettacolare, con i tavoli che danno direttamente sulla pista, suggestivo. Vorrei dire a tutti i romani: invece di andare al solito ristorante in centro, un luogo chiuso che offre pochi e limitati punti di veduta, andate al ristorante dell’ippodromo di Tor di Valle, anche se non giocate. Dalle sue splendide vetrate si gode uno spettacolo unico. Il luogo è già un gioco di per sé: un gioco dello sguardo, della luce, del movimento, del cambiamento. E’ un luogo adatto anche per i bambini che guardano i cavalli mentre passano e conoscono un mondo diverso che fa parte della loro realtà e del loro territorio. E poi Tor di Valle è a due passi da Ostia, altro luogo di Roma meraviglioso, la giornata la si può concludere con una bella passeggiata sul lungomare”.Dal racconto “Tor di Valle” di Aurelio Picca:“All’ippodromo di Tor di Valle i cavalli sono tutto. Ma anche gli scommettitori sono tutto. Anzi, i cavalli cambiano nome a ogni “Premio”, ma rimangono sempre cavalli, mentre i giocatori sono come i tori nell’arena: muoiono a ogni corsa per risorgere a quella successiva. Tor di Valle è una città nella città. Sulla via del Mare, da Roma, si svolta a destra e ci entri, non è come Capannelle dove si corre ma al galoppo e poi c’è tutto il quartiere intorno che è il solito pezzo di città. Qui si corre con le “carrozzelle”, al trotto, e spesso i fantini sono i famosi “gentlemen”, cioè personaggi dello spettacolo, giornalisti, ex calciatori come Albertosi che, per passione e hobby, “si danno all’ippica”…… “Infatti i cavalli fanno una gran figura. Danno vita a un fiume di criniere e carne. E nella corsa mantengono le zampe tese buttando le ginocchia in avanti (è questo il segreto del trotto), in mezzo a un odore di avena”……. “Oggi sembra ci sia poca gente. Ma in certe sere non è così. D’estate poi è una meraviglia. Uno spettacolo. Ci sono tutti. Tutti. E quando si corre il “Derby” con i cavalli di tre anni, uno si mette paura. La piccola città di Tor di Valle, dentro la grande città di Roma, diventa la meglio. E’ accesa. Di luci. Cavalli. E grana. Anche al ristorante non si trova più posto. Ecco, il ristorante di Tor di Valle è veramente un gran posto: mangi bene, da signore, fai le puntate direttamente a tavola, e ti gusti il panorama. Che non è solo quello dei cavalli con la carrozzella. Il panorama è in cinemascope. E’ un film che dura da un sacco di tempo e si intitola: Roma”.Il Diario di Tor di Valle insieme al materiale informativo inerente la storia, le attività e le iniziative dell’Ippodromo è a disposizione sul sito www.ippocity.com Giuseppe Berti – Giovanna La VecchiaUfficio Stampa Ippodromo di Tor di ValleVia del Mare km 9,300 – 00144 RomaTel. 06/52476208 Email stampa.tordivalle@ippocity.com
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